
2007.01.14
Ho guardato il mondo attraverso occhi estranei.
Penso che se dovessi scegliere una parola con cui iniziare a raccontare, questa parola sarebbe Disperazione.
Che altra parola usare per chi ha deciso di togliersi la vita? Per tutti quelli non piu' in grado di sostenere il peso di una vita ormai insostenibile. Per tutti quelli che hanno conosciuto cosi' profondamente il dolore da diventarne parte e da cui hanno tentato di fuggire nell'unico modo che in quel momento sono riusciti a prendere in considerazione.
La cosa piu' incredibile e' che ciascuna di queste persone ha lasciato una traccia di se', un qualcosa, forse, per essere ricordato. O forse, semplicemente, non dimenticato. La differenza e' molto sottile ed e' proprio questa piccola differenza a rendere piu' o meno dolorosa la soglia del trapasso.
Taluni hanno lasciato un segno piu' forte e importante; questi sono coloro che hanno provato a farsi ricordare, quelli che arrivati al culmine di un percorso perennemente in salita verso un obiettivo mai con precisione identificato, su quella cima si sono infilzati e li' abbandonati dando mostra di se' e del proprio gesto estremo.
Talaltri, invece, hanno lasciato un segno piu' debole, spesso un tentativo estremo di non essere completamente sprofondati nell'oblio della dimenticanza, molto spesso il loro gesto estremo e' stato il tentativo ultimo, il segno che mai in vita sono riusciti a lasciare. Impiccati in una modesta idea di stanzetta o gettati da un ponte di qualunquismo.
Vi chiedere il perche' di tutto questo e soprattutto cercherete di capirne il senso. Beh, come dicevo prima, tutti noi abbiamo bisogno di lasciare un segno del nostro passaggio.
IMB e' il mondo dei morti ma non di tutti i morti, solo dei morti suicidi. In realta' IMB non e' nemmeno il mondo dei morti ma bensi il libro dei morti. Infatti IMB altro non e' che un immenso libro, un libro - mi verrebbe da dire - vivo, che potrebbe gia' essere un paradosso visto che e' popolato da morti, o forse potrebbe essere coerente dal momento in cui e' popolato dalle anime. Ma e' impossibile affermarlo con precisione poiche' non e' dato saperci se sia davvero abitato da anime o, semplicemente, dal loro ricordo. Da cio' che di loro e' stato scritto, proprio come in un libro.
Pagine inconsistenti, acquose, ed edifici ferrosi e cartacei, destinati a lacerarsi per l'azione dell'acqua. Pagine vuote e trasparenti, edificazioni stampate e incise.
Un mondo in continua evoluzione che si scrive addosso cio' che vorrebbe lasciare al prossimo.
2007-05-09
Infiniti modi di morire. Infiniti modi di togliersi la vita. C'e' cosi' tanto e cosi' poco in ogni gesto estremo di ogni (non)abitante del mio mondo.
Solo pochi tasti e un ticchettio, il rullare del tamburo e le pagine scritte. E le idee, le piu' grandi idee di quello che un tempo fu il mondo.