2007-01-14

Si racconta che io sia stato un grande poeta, la mie parole erano le piu' dolci che una persona potesse scrivere.

Molti si sono innamorati leggendo quelle parole, molti altri hanno pianto. Tutti, senza alcuna esclusione, si sono profondamente emozionati attraversati dai miei versi.

Avessero mai sospettato quanto dolore ho pianto per scrivere quelle parole. Avessero mai sospettato quanto sangue hanno versato le mie ferite.

Poesie scritte con il sangue.

E quanta rabbia, quanta voglia di distruggere. Muori.

Ma perche' ho rivolto tutto questo dolore, questo impeto distruttivo, contro me stesso?

Proprio nel momento in cui avrei voluto spaccare la faccia di chi mi ha fatto male, di chi mi ha offeso e insultato. Umiliato. Proprio in quel momento in cui avrei dovuto distruggere, dar sfogo alla mia rabbia, ancora una volta... Perche' ho rivolto tutto questo contro di me? E perche' l'ho fatto in cosi' assoluta freddezza senza provare alcuna emozione per la mia stessa morte?

Perche' ho fatto tutto questo?

 

Alcuni giorni prima che decidessi di uccidermi ho fatto uno strano sogno. Ho sempre sognato molto ma quello mi colpi' particolarmente pur senza un'apparente motivo.

Era una campagna, c'erano molti animali, soprattutto cani e gatti molto piccoli. Io presi a percorrere un sentiero in salita e mi attraverso' la strada un cinghiale e questo mi spavento' molto. Tornai a casa dove trovai un altro piccolo gattino che mi sporco' di sangue il dito pollice che era senza unghia.

C'era gente che parlava seduta a un grosso tavolo e altra gente che tentava di lapidarmi con pezzi di ardesia.

Quanti simboli, pensai al mio risveglio. Doveva sicuramente significare qualcosa.

Quanta fragilita', quanta in me.

Ricordo ogni singola crepa che si e' aperta sulla mia anima. Pare che si possano riparare ma io non lo credo. Credo che le ferite dell'anima non si cicatrizzino mai e a un certo punto si crolla. Se non mi fossi ucciso probabilmente sarei morto di morte (in)naturale.

 

2000-07-18

E' tutta una enorme e immensa delusione. Uno schifo, un enorme schifo.

Non sopporto piu' questa vita. E' ora di farla finita.

Cazzo.

 

2007-01-15

Chissa' perche' mi e' stato chiesto di scrivere questi pensieri, quasi le mie memorie postume.

Dovro' scrivere della mia vita? Un elenco di fatti narrati con mano adulta? O forse sara' l'emozione infantile a dover essere evidenziata?

 

2003-01-29

Ho visto l'ennesimo documentario sui campi di sterminio.

Se ci ripenso, se penso alla mia morte, al mio suicidio, mi sembra quasi offensivo verso tutti coloro che nei campi sono morti, privati della minima dignita' di uomini.

Non sono meglio di coloro che li hanno sterminati.

 

2005-08-08

Vita di merda.

Ho fatto della mia sofferenza la mia forza, della mia ferita la mia arma piu' letale.

 

1997-11-07

"E' bello ritrovarsi"

"Quello che fai e' fantastico, non sei di questo mondo. Spero tu stia bene, perche' opera simile e' degna dei genii maledetti"

Sei troppo gentile ma mi fa piacere sentirtelo dire. Non saprei dirti se sto bene o sto male, credo che sia anche una fase che ho superato. A me non importa stare bene, a me importa essere soddisfatto di cio' che sono e cosi' e'"

Tramite la poesia riesci ad essere soddisfatto di tutto il resto, vero?”

Tramite l'arte riesco ad essere soddisfatto di me ma non sempre della mia vita”

Se io potessi, ti prenderei e ti farei da mecenate per "proteggerti", per ospitarti e darti tutto cio’ di cui hai bisogno, per avere le tue opere in casa pur rimanendo tutte tue, lasciandotele a piacimento nelle stanze che decidi”

Sei gentilissimo, le tue parole sembrano quasi poesia. Sai che io non so ancora chi sei?”

 

2004-08-24

La fine della bellezza.

L’occhio si chiude e lacrima.

Tutto si consuma in un attimo  ed e’ un attimo di dolore.

Afferrare mezze frasi sussurrate dal mondo  e metterle insieme in un disegno senza senso.

Senza senso, come queste righe...
Ho appena raggiunto un orgasmo, un orgasmo privo d'anima, un orgasmo di due corpi schiavi di quel potere che solo il sesso riesce a dare.
Un orgasmo raggiunto mentre in testa mi esplodeva l’uomo con la pistola, le sue parole, il ritmo concitato, e una frase agghiacciante, sussurratami dal mio inconscio: 'niente mi fa sentire piu’ potente’.
Lascio spazio ai moralismi perdendomi fra le luci soffuse della notte, tremando al pensiero di cosa sarei capace se avessi una vera pistola.
Ma traendone anche un sottilissimo, morboso piacere.

 

2005-05-03

So quanto ti piace. La senti? Preme contro la tua nuca, vuole insinuarsi nella tua gola. Vuole che la succhi. Succhia e godi, succhia e fammi godere. Senti quant'e' fredda? Scaldala con la tua lingua, lascia che la sua saliva la renda calda e scivolosa. Lasciala entrare, lasciala ucciderti. Vuoi morire? Non che abbia importanza, morirai comunque, ma voglio sapere che vuoi morire per me. Amami, amami no. Serra le tue labbra, ti scorre fino alla gola. Conato. Forza, fammi godere, lascia che ti attraversi il cervello. Quando il mio cazzo sara' sporco del tuo sangue e la mia pistola avra' parlato, credi che qualcuno ricordera' la tua lingua? Sara' la mia lingua a restare immortale, sara' la mia pistola, il mio cazzo. Allora, vuoi ancora morire? Non che abbia importanza, morirai comunque, ma voglio sentire la tua voce urlare il tuo terrore, la tua voce soffocata dalla mia asta, dalla pistola, dal cazzo, dalla mia lingua. Quante parole soffocherai quando la mia lingua ti attraversera' il cervello? Amami, amami no. Per sempre. Ora e mai. Muori.

 

2005-12-03

Questa e' la mia anima, malinconica e brutale. La vuoi? Non chiedere che sia diversa da questo, non chiedermi di essere altro. Puoi capire quanto dolore provo ogni volta? Puoi capire quanto sangue devo versare ogni volta? Puoi capire quanto immenso sia il potere del dolore? Piangere e godere. Struggersi per la propria forza. Cuore e dolore, potere e desiderio. Malinconico e brutale. Avere il cuore prossimo all’esplosione e nel contempo pieno di lacrime. Ferite ematiche in n dolore fuoriesce lungo una gola. Puoi ascoltare quello che sto dicendo? Puoi capire il vuoto che devo colmare? Puoi capire che non posso fare altro? Questo e' il mio dolore ed è la mia forza. Amami, amami no. S t a l i n g r a d. Stalingrad. Se vuoi puoi piangere ma credo che sarebbe meglio gioire insieme a me di questo immenso potere, di questo attimo irripetibile. Pulsa, pulsa come il mio cuore e come il mio cuore piangi. Fallo adesso, fallo cazzo, fallo adesso o non avrai mai piu' la possibilita' di farlo. Prega se vuoi ma e' inutile, non cambiera' la realta' delle cose. Fallo ora, gioisci per questo amore che ti voglio donare, per questo foro che apriro' nel tuo cranio e perche' fra molte vite ho scelto la tua, non altre, non altri amori. Piangi. Odiami. Amami, amami no.

 

2001-06-12

E' impressionante quanta energia c'e' negli occhi di una persona, nelle sue parole, nei suoi gesti. Il rapporto umano, la sua forza, gioia, dolore. Non c'e' il Diavolo nelle mie poesie e non c'e' Dio. Non c'e' il giudizio, non c'e' morale. No. Ci sono le emozioni, l'energia, l'immensa forza che ci portiamo dentro. Non c'e' felicita' e non c'e' dolore, sono questioni superate, C'e' solo l'orgoglio di assomigliare a cio' che si sogna per se stessi, c'e' la gratificazione per cio' che si e', per cio' che sono, per l'uomo che sono diventato e che sognavo di essere. Puoi sentire cio' che sto cercando di dirti? C'e' l'amore, sempre. L'amore verso tutto cio' che mi circonda, la passione verso qualunque cosa i miei sensi possano avvertire e verso tutto cio' che puo' esistere nella mia mente e nel mio cuore. Nulla e' vissuto con banalita'. Riesci a sentire? Non usare le orecchie. Riesci a sentire? Puoi amare anche tu tutto questo come io lo amo? Puoi amarmi? E' davvero impressionante ed e' l'unica ragione per cui io vivo. Quando questo sara' perso, io lo saro' con esso.

 

2006-06-06

La morte e' la sola alternativa. Cos'altro potrebbe esserci? Tutto e' sbagliato, tutto e' sbagliato fin dall'inizio. Si arriva a un punto in cui non si puo' tornare indietro e davanti c'e' solo posto per la morte. Cos'altro posso fare?

 

2006-07-16

Provare solo odio e repulsione verso questa vita che non assomiglia di una virgola a quella che ho sognato per me. Orrore. Morte. Devo morire, non ho altra scelta. Disgusto. Disprezzo. Perdere le parole, ridurre tutto all'osso, toccare il midollo. Orrore. Quanto vi odio, quanto mi odio. Vaffanculo. Queste le parole. Rabbia. Odio. Altra rabbia. Disgusto. Disprezzo. Non altro.

 

2008-07-26

Non lo avevo deciso ma sapevo che questa era la sera giusta. Forse perche’ stavo meglio che in altri momenti, forse per quel barlume di serenita’ insensata e immotivata. La serenita’ di quando sai che il dolore sta finendo.

Forse per quell’impeto di ottimismo, quella inconscia consapevolezza che domani il dolore non ci sara’. Non ci sara’ perche’ saro’ morto.

Non avrei mai immaginato quanta serenita’ mi avrebbe portato il pensiero di essere morto, di togliermi la vita, di spararmi.

Una volta provavo terrore nel pensare alla mia morte, oggi e’ l’unico sollievo. Perche’ si dice che la morte e’ dolore? Perche’ nessuno ha mai scritto, prima di morire, quanto sollievo si prova sapendo che domani non sara’ terribile come tutto e’ stato fino ad oggi? In ogni caso sara’ meglio, in ogni caso non provero’ piu’ dolore.

Da quanti anni non sorridevo se non per compiacere. Da quanti anni non sentivo un reale sorriso di liberazione tirare il mio volto.

Questa pistola ha sostituito la mia lingua, ho parlato molto per mezzo di essa, e le mie poesie, e il mio sangue, e il mio cervello esploso da queste parole.