2007-05-09
La cosa che piu' mi vece effetto fu il freddo della canna sui denti.
Il proiettile trapassarmi il cervello quasi non l'ho sentito. Chissa' se anche per mio padre e' stata la stessa cosa. Sicuramente il freddo ai denti lui non lo ha sentito visto che il fucile gliel'ho puntato direttamente in fronte. E poi tutta quella morfina ormai lo rendeva un vegetale.
E poi c'e' chi osa dire che i sogni non hanno alcun valore.
Questo e' il test. Il vero test.
E poi i denti, questa volta i miei. Quando ci si spara in bocca non si muore subito. Si ha ancora un attimo di lucidita' quando i denti esplodono in bocca e prendono a cadere in frantumi fuori dalla bocca. Proprio come nel mio sogno.
2008-07-11
"Sai che quando vedo i tuoi quadri e leggo le tue cose scritte mi verrebbe voglia di farti un milione di domande"
"Fammele"
"No preferisco farle di persona. Ti voglio guardare bene negli occhi quando rispondi"
"Scegline una e fammela subito, sono curioso"
"Mi dici cosa ti fa paura?"
"Un sacco di cose. La sofferenza, sia fisica che morale. La solitudine. La morte, ma non tanto la mia. E ho paura di perdere il controllo"
"Ah ecco qui... il controllo"
"Io sono estremamente controllato, sempre, ma non so quanto potro' resistere ancora"
"Si', si percepisce. Ma non bevi e non fumi apposta?"
"Certo, proprio per la paura di perdere il controllo. Sono totalmente astemio e non ho mai provato nemmeno a toccare una sigaretta"
"Certo, lo immaginavo"
"Non assumo nulla che possa farmi perdere il controllo. Una volta per fare una gastroscopia mi hanno fatto il valium in Vena. Ero rintronato e sono stato malissimo. Il sentirmi 'offuscato' mi ha fatto stare molto male"
"Lo sai che in questo siamo uguali? Ecco perche' ti ho riconosciuto"
"Anche tu il controllo?"
"Si'. Mai fumato, mai assunto alcol e droghe. Odio perdere il controllo. Lo accetto solo a letto e in certe condizioni"
"Cioe'?"
"Se sono molto rilassato e se mi sento protetto mi succede una cosa strana: divento ipersensibile; basta sfiorarmi che salto come se avessi la corrente elettrica. Quando ero giovane mi imbarazzava moltissimo, ora mi capita di meno"
"E a te cosa fa piu' paura?"
"La morte ma ci ho molto lavorato. Le cose cambiano, sempre. Sono stato a lungo, per molti anni, affianco alla sofferenza mia e altrui. Ho imparato a sfuggirla, a conoscerla, ad affrontarla ma anche a scappare quando mi sembrava troppo per me ed ho pagato molto per questo"
"Io non scappo mai invece e questo mi fotte"
"La paura serve a questo, cioe' anche a questo: indica quando scappare"
"Lo so ma io trattengo tutto, anche la paura. A volte vivo situazioni assurde ma non mostro mai paura, sono sempre tutto d'un pezzo"
"La ritenzione delle emozioni e' dannosa credimi. Ma nemmeno in amore ti sciogli? L'amore in questo senso dovrebbe aiutare; l'amore e' il miglior emolliente dei sentimenti che conosca. L'amore scioglie"
"Pero' la propria natura rimane"
"Si', certo ma l'amore aiuta l'affidamento"
"Ci sono cose che ti si radicano dentro ed e' difficile estirparle, inoltre bisogna anche volerlo. Per quel che mi riguarda sta tutto nella storia della mia famiglia. Ci sono cose che non ho potuto scegliere e mi divorano
ma che ritengo cosi' importanti da non volerle abbandonare"
"Paura appunto. Paura di mollare quanto si conosce per quello che non si conosce. Nel tuo gruppo sei un punto di riferimento ma ti fidi anche poco vero?"
"Non mi fido proprio ma non e' solo quello che dici tu; di fatto questo mio dolore mi ha reso speciale, mi ha fatto crescere e dato una sensibilita' diversa. E' un bene prezioso"
"Il dolore o la sensibilita'?"
"Tutto. Il dolore, la sensibilita', la rabbia, l'amore"
"Su questo avrei molto da dire"
"Questo e' cio' che provo io, spesso non c'e' distinzione fra le emozioni che provo"
"No, ce n'e' molta, almeno per me"
"E' questo universo che mi ribolle dentro, sono emozioni molto primordiali
che esplodono come impazzite e non sai cosa esce e quello che posso fare e' tradurre tutto questo nell'unico modo di cui sono capace"
"L'unico modo che conosci, come dici tu, e' un modo per contenerla non per tradurla"
"Da un lato la contengo ma dall'altro la lascio un minimo uscire. Un paio di volte nella mia vita ho avuto esplosioni di rabbia estreme, la maggior parte di queste proprio contro mio padre, figurati! La realta' e' questa, non riesco a fare chiarezza in me pero' percepiso chiaramente questo universo, e' una cosa incredibile"
1992-10-12
Due notti fa ho sognato che perdevo un dente. Quasi lo avevo scordato al risveglio, tanto forte era il dolore reale che provavo a un premolare; il dente era spontaneamente morto divorato dalle carie. Un dolore inimmaginabile.
E' stato solo stasera che ho ricordato quel sogno, parlando con mia madre in cucina. M'e' tornato in mente e gliel'ho raccontato, quasi con leggerezza seppur avessi provato una forte angoscia durante quel sogno. Non e' un bel sogno, disse lei. Quelle parole mi raggelarono. Perche' non è bello? Preferirei non dirtelo, rispose. Ma ormai ero divorato dalla curiosita', una curiosita' intrisa di angoscia. Sognare di perdere un dente significa la morte di un parente. Gelo. Gelo per tutto il corpo. O forse era solo paura o terrore. Terrore che il peggiore di tutti gli incubi si avverasse.
E ora sono qui, steso a letto e terrorizzato dall'idea di sognare ancora, di fare quel sogno ancora. E aspetto, e scelgo, o almeno provo a scegliere, e questo e' ancora piu' atroce del sogno stesso.
Questo vuol dire crescere?
2007-10-12
"Tu credi a queste cose?" "Si', molto, fanno parte della mia famiglia" "Lo immaginavo" "Molto tempo addietro, circa 15 anni fa, mi e' successo qualcosa che mi ha spaventato molto e mi ha fatto stare molto male e da allora non ne parlo piu'. Ho chiuso tutto questo in un cassetto che non ho ancora intenzione di aprire" "Ed io non ti chiedero' nulla" "Talvolta mi capita di 'sentire' ma non mi soffermo troppo a pensarci. Sicuramente e' rimasta molto alta la mia sensibilita', nel senso che vivo molto sul 'sentito' e non necessariamente solo sulla ragione. Ascolto molto i miei sensi, soprattutto il sesto, e l'istinto"
"Ho 'sentito' che anche hai dei potenziali canali"
"Non so come spiegarlo... io 'sento', 'avverto'. Sono sensazioni e per questo inspiegabili e irrazionali" "Certo" "Ma fondamentali per me" "E tutto quello che non si puo' spiegare razionalmente fa paura" "Si' e no, nel senso che la sensazioni per me sono fondamentali. Il problema e' nato quando mi e' capitato di avvertire cose terribili che poi sono accadute; e' terribile vivere nel terrore di sentire ancora quello che accadra'. Nella mia famiglia e' sempre successo, spesso con lei facevo sogni uguali nella stessa notte" "Allora mi capisci quando dico che sono irrequieto. Anche lei e' sensitiva" "Si', tutte e tre le sorelle lo sono, io le ho sempre chiamate le tre streghe" "E allora non puoi scappare, mio caro" "Ma posso evitare di pensarci" "Certo" "Soprattutto in questo ultimo periodo in cui mi sento estremamente fragile" "Sara' ancora lei a passarti tutto" "Lo ha fatto in passato ma poi anche lei ha capito che e' meglio lasciare che le cose facciano il loro corso senza forzarle" "Si', succedera' in maniera atraumatica" "Vedi, anni fa lei ha detto che un giorno io volero' e sono sicuro che lo faro' ma accadra' quando sara' il momento giusto. Io aspetto. Questa e' stata una mia grande conquista ottenuta con il passare del tempo, quella di aver imparato ad attendere. Ti mostro un mio quadro; trovo che questo rispecchi molto la conquista che ti dicevo: una creatura che attende da cosi' tanto da essere diventata di pietra, quasi un fossile, ma essere, contemporaneamente, anche una creatura di luce" "Vedo" "Ci sono ancora troppi nodi da sciogliere e troppi ancora da intrecciare ed e' giusto che sia cosi' ora. Questo e' il momento di farsi carico dei pesi e di imparare a conoscerli, ad amarli. Arrivera' il tempo di liberarsene" "Tendenzialmente sei ottimista o pessimista?" "Terribilmente ottimista. Sono un inguaribile sognatore" "Ma sei terribilmente senbile" "Si'. E quando parlo di certe cose mi viene il magone" "E dentro di te soffri per tutto il mondo" "Non so per chi o per cosa soffro, so che a volte sento una sofferenza enorme e so che molto e' legata alla mia famiglia, soprattutto a lei. C'e' troppo dolore nella mia famiglia ed e' questo che esce nei miei quadri. Io personalmente credo di stare bene e sono molto felice per cio' che sono e per la mia vita, ma e' come se mi avessero lasciato questa eredita', questa memoria di dolore. Un qualcosa che mi porto dentro" "Lei e' una persona positiva, davvero molto" "Si', lo e' molto" "E non devi sentirti in colpa se e' questo cio' che senti" "Non ho sensi di colpa, in quel senso sono in pace, anche e soprattutto con lei. Lei ed io abbiamo un rapporto magnifico. Vedi, e' quello che intendevo io prima, non e’ un senso di colpa ma e' un sentimento che non so dove affondi le sue radici. Siamo cresciuti nel dolore" "Non per questo devi continuare a viverci, per te e per lei" "M'e' rimasto dentro questo nocciolo, come lo chiamo io, che e' durissimo e soffocato dentro di me ma quando si muove fa un gran male. Me ne liberero' un giorno ma solo quando sara' il momento di farlo" "Sicuramente, un giorno avrai anche tu le ali"