04 Settembre 2004  h:13.51

"Lascio riposare il mio corpo."

Infantry. Ascolta e alienati. 

 

05 Settembre 2004  h:22.33

"Lo senti arrivare? Sento le pulsazioni del suo cuore. Attendi."

 

06 Settembre 2004  h:00.54

"Voglio scrivere del mio dolore. Mi aiuti?" "Infantry e' la risposta, a parte noi stessi ovviamente." "Mi sento a terra." "Dove ha origine tutto questo dolore?" "Nella realta'. A volte sogno di essere autistico. Che guadagno c'e' ad essere fintamente immersi in essa?" "L'unico guadagno e' l'assuefazione al dolore." "Che conquista invidiabile, alla fine si e' piu' snaturati di un autistico." "Forse il vero autismo, la vera malattia, e' questa e tutto il resto e' la normalita'"

 

11 Settembre 2004  h:20.44

Messaggio originale: 07 Settembre 2004  h:16.02

Ho fra le mani una copia de Il Maestro E Margherita di Michail Bulgakov. Lo sfoglio in cerca delle parole che ho perduto. In cerca di parole. Lo ripeto per sottolineare il concetto.

Penso ad oggi, all'aver evitato nuovamente un dialogo proteggendomi con la musica ascoltata in cuffia. Ho poche parole e queste poche devo proteggerle da inutili discorsi.

Stringo  il libro, apro accaso e punto la prima parola. Rido fra me e me, la prima parola trovata e' Venuto, forse la sola parola che non ho mai perduto.

Sono ancora al negozio e mi sento nudo, come se la gente all'interno avesse letto la parola e capito la mia connessione mentale oltre, naturalmente, ad aver assistito alla mia masturbazione. E non alludo a quella mentale.

Scendo le scale, punto ancora e la seconda parola trovata e' Silenzioso. Quante cose potrei dire sul silenzio ma nulla puo' spiegarlo meglio del silenzio stesso. O del non scritto.

Sfoglio qualche guida di Parigi e trovo Tempo. Tempo. La prima cosa che mi viene in mente al suono mentale di questa parola - perche' le sento nella mia testa ogni volta che le leggo - e' il tempo perso, il tempo che perdero'. Da sempre e' cosi' e cosi' sara' sempre. Perdo tempo per riempire i miei silenzi che altrimenti non saprei gestire, perdo tempo nei modi piu' assurdi, spesso venendo, e il cerchio si chiude. Si chiuderebbe in realta', se fosse questo che vado cercando.

Altra parola. Assistere. Anche questa, come le altre, mi appartiene, devo capire in quale dei suoi significati. Forse in tutti. Anni spesi ad assistere persone malate nella mente nel corpo, quegli stessi anni spesi ad assistere una vita che mi scorreva davanti agli occhi come un fiume nel quale ho sempre avuto paura di tuffarmi. Ma per fortuna ci sono altri modi per afferrare la vita. Comincio a battere i denti...   

 

12 Settembre 2004  h:00.25

"Sopravvivero' ai suoi occhi nudi?" "E' quasi ora ormai, sta arrivando."

 

12 Settembre 2004  h:00.50

E' arrivato...  

 

 

12 Settembre 2004  h:13.06

"E' un processo inarrestabile. E' ovunque." "Ha oltrepassato la barriera, e' dall'altra parte..."

 

12 Settembre 2004  h:13.51

"Ho nausea, mal di stomaco. Fisso l'ennesimo lavoro che non concludero' mai. Da sempre, L'Inconcluso."

 

13 Settembre 2004  h:21.42

"Hai Visto Isabel?"  "Si', l'ho appena lasciata. Stasera ha detto di chiamarsi Isabella." "Cosa stava facendo?" "Stava piangendo. Mi pregava di non chiuderla fuori, di farla restare dentro per la notte. Dice di aver paura, molta paura a dormire fuori, di notte ci sono persone che si aggirano nel bosco e teme che possano farle del male. Le ho spiegato che non potevo farla rimanere all'interno ma di certo non e' servito a farla stare meglio. Continuava a piangere. Mi ha chiesto di venire a dormire a casa mia, dice che con me si sente sicura." "Cosa le hai risposto?" "Le ho risposto di no." "Cosa provavi nel vederla piangente?" "Tristezza. Essere di fronte a una vecchia donna, che piange, che ti prega di aiutarla, che dice di aver paura, che nonostante tutto dice di fidarsi di te, e sapere di non poter fare nulla... solo tristezza. E pena." "E del muratore filosofo cosa mi dici?" "Ha teorie molto interessanti, eccentriche, curiose, ma decisamente interessanti. Molte delle sue teorie riguardavano il cervello e il cuore ma purtroppo non sono riuscito a capirle. Paragonava il cervello ad un'arcata circolare con colonne alternate bianche e nere, mentre il cuore veniva paragonato a una serie di cerchi concentrici. Mi parlava di metaparallelismo ma non sono riuscito a capire che cosa sia.

"Mi ha illustrato anche una bizzarra teoria sui capelli, i quali sarebbero l'estensione della meninge - che lui ha chiamato placenta, non so se volontariamente o involontariamente - e lasciandoli crescere permettono un maggiore sfogo del cervello." "Che cosa interessante." "Molto."

 

14 Settembre 2004  h:00.04

Atto I°:

- Chiunque tu sia, ho sempre confidato nella bonta' degli sconosciuti.

Atto II°:

- Stanotte mia madre mi ha mostrato una foto di quando era giovane. Ne mancava meta'.

Non ho voluto dirglielo ma anche alla mia vita manca quella meta'.

Atto III°:

- Ho seguito il cuore di mio figlio.

Atto IV°:

- Come puoi non avere dubbi? Questo viaggio e' un suicidio.

Atto V°:

- Il fumo e' l'unica cosa della mia vita. Il successo non ha ne' sapore ne' odore e quando ti ci abitui e' come se non esistesse.

Atto VI°:

- Come si puo' essere maschilista con due tette di quella portata?

Atto VII°:

- Una persona e' piu' autentica quanto piu' assomiglia all'idea che ha sognato di se'.

Atto VIII°:

- Non sei un essere umano, sei un'epidemia.

Atto IX°:

- In una custodia di cristallo e topazio metterei la terra imbevuta del suo sangue

 

16 Settembre 2004  h:02.13

"E' l'ultima cosa che vorrei fare quella di lasciare questa casa." "Lo so ma a volte non ne sono cosi' convinto, e' come se non esistessi." "Non ti mettero' mai da parte perche' so cosa significa e non voglio farti un torto cosi' grande.

"Mi piace molto il tuo quadro, l'evoluzione, L'Incompleto, e credo di averlo capito. Nella tua arte traspare qualcosa che altrimenti sarebbe impossibile vedere." "Sono molte le cose che non lascio vedere, non sempre almeno. Bisogna conoscermi, una volta trovata la chiave e' tutto chiarissimo, un libro aperto." "E le pagine strappate? E il riflesso nella bottiglia?" "Quella e' l'evoluzione e il vero Incompleto e' il libro. Ha solo la prima pagina e l'ultima, tutto il resto e' strappato, assente, da ricotruire e riscrivere; puo' essere interpretato in diversi modi. Il riflesso nella bottiglia, come a suo tempo e' stato per il riflesso nello specchio, puo' essere letto in due modi. Tutto cio' che e' rappresentato nel quadro non riguarda me e io ne sono spettatore e pittore imparziale, oppure tutto cio' che e' rappresentato riguarda realmente me stesso e sarei quindi spettatore di me stesso. Se fosse cosi' significherebbe che tu ed io siamo la stessa cosa." "Solo tu sei spettatore di te stesso?" "Spesso si'." "Ne sei realmente sicuro o e' solo cio' che vorresti?" "Credo sia vero. Agli altri rimando un'interpretazione di cio' che vedo." "E il parere degli altri incide?" "Certo, tutto incide, tutto cio' che incrocia la mia strada, tutto. Tu non lo sai ma anche questo nostro dialogo verra' assorbito dal mio mondo." "Quindi fai tutto da te, non ti fai scegliere ma scegli." "Probabilmente e' cosi'." "E l'altro si sente manovrato." "Tu ti senti manovrato?" "No, mi sento libero ma tu decidi se interrompere o continuare." "Potresti farlo anche tu. Io sono diverso da te in una cosa, so convivere con un dolore, il dolore di una perdita, quindi posso rischiare. E' come una roulette russa, puo' andare bene come puo' andare male. Questo e' valido per qualunque rapporto fuorche'  uno" "Quindi sarei stato vittima di una decisione, impotente." "Si', probabilmente si'. Adesso probabilmente capirai cosa intendo quando dico di non essere cosi' sensibile come molte persone credono che io sia." "E io?" "Tu? tu rifletti..."

 

18 Settembre 2004  h:02.24

"Talvolta aspettare senza far nulla e' la cosa peggiore che si possa fare a una persona. E ti assicuro che non e' facile, soprattutto quando hai tanta rabbia nel cuore."

 

19 Settembre 2004  h:01.40

 

24 Settembre 2004  h:16.46

"Sei un Dark Angel?" "Sorrido perche' DarkAngel e' il titolo di uno dei miei primi quadri. Adesso ho cancellato dal mio vocabolario entrambe le parole e credo che ne cancellero' molte altre" "Tipo?" "Non lo so, cadranno da se'. Sono sempre piu' convinto che si dia troppa importanza alle parole e sempre meno ad altri linguaggi non verbali. Immagini, sguardi, gesti, sensazioni. Ultimamente mi sto concentrando molto su questi linguaggi e meno sulle parole"

 

24 Settembre 2004  h:17.10

"E Isabel?" "E' tornata a casa"

L'Incompreso - Bozza

 

27 Settembre 2004  h:19.54

"Ha un buco fra le ali, non ho idea di come se lo possa essere provocato o chi possa averglielo provocato" "Se non fosse per la ferita aperta e le mosche che se ne cibano, sembrerebbe dormire. Mi affiora tutto, risento le urla, ascolto il canto intenso, gli archi. Ancora le urla, il forte odore di disinfettante. E la ferita tonda che come un occhio severo mi fissa" "Il momento magico e' svanito, resta solo un cadavere."