
31 Gennaio 2004 h:17.36
Eccomi in stazione. Il profumo di pioggia mi ha abbandonato ma un altro treno mi aspetta.
L’Incompreso non esce mai, se ne sta sempre chiuso in casa. Spesso mi chiedo cosa faccia quando e' solo. Forse non molto di piu' di quello che fa quando ci sono anch’io.
So che a volte guarda fuori dalla finestra spiando attraverso le tapparelle. Talvolta i vicini suonano il campanello credendomi in casa avendo notato la sagoma ritagliata nell’oscurita'. O forse credono che ci sia un ladro in casa.
Come vorrei che pure lui vedesse le luci, i colori, le persone. Questo piccolo cane che passeggia alle mie spalle.
Ecco il treno, e' ora di andare. L’ultimo pensiero e' ancora per lui.
31 Gennaio 2004 h:02.00
Ricorrenza...

30 Gennaio 2004 h:13.59
E' un segno del destino. Tutto mi ha portato a credere che questo fosse gia' deciso, che fosse deciso che io dovessi parlare dell’Incompreso.
I fogli scarabocchiati recuperati per puro caso, grazie al buon cuore di uno sconosciuto che ha saputo leggere nelle mie parole balbettate l’importanza dell’evento.
La penna trovata per puro caso nella tasca del cappotto. Ogni cosa.
E cosi' tanto tempo libero che mai avrei creduto di avere. Cosi' tanto tempo vuoto che non sarei stato in grado di riempire.
Ogni evento mi ha portato a credere che dovessi farlo, che dovessi iniziare a scrivere. Non ho potuto sottrarmi al mio destino. Non ho potuto sottrarmi al suo volere.
L’agonia sta per iniziare. Fra poco non sarò piu' lo stesso uomo.