27 Luglio 2004  h:03.47

Dove sei? Ho bisogno di parlare con te, di vedermi riflesso nel tuo sguardo. Perche' quando ho bisogno di te non ci sei mai? Non posso dormire, troppo rumore. Dentro. Un ammasso caotico di voci che mi premono sul cuore, mi arriva fino alla gola ed e' panico.

 

26 Luglio 2004  h:23.33

Situazione:

L'Incompleto: aggiornamento.

 

 

26 Luglio 2004  h:19.54

Situazione:

Colluttazione - un ferito, labbro spaccato, ematomi sul corpo. Intervento riuscito.

Sospensione prevista: un mese.

Situazione:

Nascite: una, anteprima.

 

24 Luglio 2004  h:23.50

Quante emozioni, come se il mio cuore non fosse in grado di reggerle. Tachicardia.

L'Incompreso mi fissa. Ora sono sicuro che stia guardando e vedendo proprio me. Siamo uno il riflesso dell'altro, l'uno la memoria dell'altro, l'uno l'opposto dell'altro. Maledetto, i tuoi silenzi mi risuonano dentro come temporali, sento tuonare i ricordi, piovere le sensazioni. Soffiano come vento tutti i pensieri che cerco ogni giorno di scacciare. La paura della solitudine, il terrore ogni mattina al risveglio di affrontare la giornata, il timore di sostenere lo sguardo del nuovo giorno e dirgli "ci sono anch'io".

Tutto cio' che vorrei dimenticare, soffocato nell'oblio della sterilita'. Cosa faro' risuonare io in lui? Sara' silenzio il mio riflesso o delirio come il suo? Saro' Incompreso per lui quanto lui lo e' per me?

Un istante di gioia estrema, cosi' intensa da non riuscire a contenerla, e poi esploderla all'infinito, come un'onda marina. E' indefinibile il confine fra gioia e tristezza, spesso si sposano in un vortice e vorrei avere la forza di abbandonarmi e lasciarmi trasportare. In eterno.

 

23 Luglio 2004  h:23.16

Manasaputra.

La giornata e' serena, sono andato oltre. Lo scenario è simile a una stazione; c'e' una donna che dorme, altre persone parlano. Seduti, aspettano.

Ci sono molti insetti, soprattutto mosche e moscerini, mi camminano sulla pelle e mi volano intorno. E' una situazione irreale, forse sto sognando.

Mi volto alla mia sinistra e scopro seduto accanto a me un uomo. E' alto e magro, siede con le gambe accavallate, ha lo sguardo vacuo. Parla di arte e di torture. Castelli attrezzati per sezionare persone e tenerle in vita artificialmente. La sua voce e' tranquilla e disinteressata, annoiata, come se non si rendesse conto di cio' che dice o credesse di dire altre cose. parole disordinate che si rincorrono in preda al panico. Credo che stia parlando a me ma non riesco a capire quel che dice... come parole pronunciate sul fondo dell'oceano, in silenzio. La 4° dimensione del sogno.

Il cielo si sta oscurando e qualche goccia di pioggia si affaccia timida. Torna il fantasma delle Torri gemelle ma anche questo elemento e' completamente slegato dal contesto; il ricordo di New York e la nostalgia di New Orleans. Non c'e' propaganda, e' solo gelosia.

Ora l'uomo parla di Londra, delle notti spese nei pub e nei cinema a luci rosse.

Le donne che dormono ora sono due, come feti gemelli. Tutti gli altri sono in stato catatonico.

 

22 Luglio 2004  h:13.15

Appuntamento... 1901. 1964.

Cadono come mosche da nidi di cemento. Talvolta sono cosi' giovani da far lacrimare il cuore. Le parole possono essere molto inutili o riduttive. Talvolta bisogna solo avvertire. O guardare...

 

15 Luglio 2004  h:00.50

Sono euforico... stasera ha iniziato a nascere l'evoluzione de L'Incompreso, L'Incompleto. Sara' un lento cammino che portera' all'ultima fase dell'evoluzione, L'Inconcluso. Se ti capitasse di sentire XXxxx ringraziaxx, alcune cose dette da xxx mi sono state utili. I cerchi si chiudono (quasi) sempre

 

 

14 Luglio 2004  h:23.06

La stanza e' illuminata dalla pallida luce ipnotica della televisione. Ed e' la televisione stessa a coprire la sedia a dondolo, ma posso sentirne il monotono cigolio. Intermittente schienale che appare alla mia vista e con esso il suo abito nero e un corno. Qualche ciocca di capelli. Nessun occhio. E' tutto sotto controllo, come sempre. Perdonami signore per le parole che sto per pronunciare.

"Non c'e' logica nel nostro essere". E' una delle due voci, non e' importante quale delle due. "Sei pronto per affrontare il nemico?"

"Vorrei farti una domanda, starei per dire, complessa. Che significato rivesto io per te?" "Non rappresenti un significato ma un sentire." "Non giocare con me, non giocare con le parole." "Non sto giocando con le parole, c'e' grande differenza. Il significato e' dato dalla logica, del pensiero, il sentire e' legato all'emozione." "Non hai risposto alla mia domanda." "Se io ti accetto, ti accetto col sentire, non con la logica. Il tuo sguardo cieco e' lo specchio delle mie emozioni. Se fossi sano di mente e seguissi la logica, mi impedirei di vederti." "Lo so e ti ringrazio per questo, il punto resta che io perdero' comunque. E, bada bene, potrei anche voler perdere" "Il punto allora e' un altro... Ha senso continuare questa doppia vita?" "Io direi di si' ma per me e' piu' facile, il mio ruolo e' mutevole e soffiato nell'ombra." "Ora sono troppo stanco per formulare pensieri, tanto piu' per esprimerli. Io stesso riesco a sentire il rumore di ferri vecchi, uno stridere arrugginito e scomposto. Eppur sono convinto di aver perso qualcosa... Dormi, non faro' rumore. Non troppo."

 

13 Luglio 2004  h:19.14

Non ha senso continuare in questo modo. Nel nostro rapporto manca completamente la realta'. Le parole scivolano su bocche chiuse, gli sguardi sono assolutamente irreali. Non potro' mai comprenderti se non riusciro' a viverti come qualcosa di reale. Ho visto tutto cio' che avrei dovuto vedere ma attraverso un filtro di vetro deformante. Mi chiedo come facciamo a volte a parlarci cosi' poco.

 

12 Luglio 2004  h:08.46

Mi sono appena svegliato e sento ancora fra le mani quei corpi caldi che stringevo e uccidevo. Credo di aver sognato ma non ne sono cosi' sicuro; troppa consapevolezza nel ricordo e troppa capacita' di xxxxxxx.

Ero con Xxxxxxx nei pressi dei Giardini di Piazza Verdi. Presi ad accarezzarle il viso, una sorta di massaggio che partiva dagli zigomi per poi continuare sul collo. Arrivo' un gruppo di ragazzi e iniziarono a importunare la ragazza; uno di questi provo' a ripetere il massaggio che le stavo facendo io ma con violenza; lo afferrai per il polso e lo allontanai. I ragazzi fecero cerchio intorno a noi e fu in quel momento che nel presunto sogno ebbi la consapevolezza di poter decidere come comportarmi e non subire il sogno come spesso accade. Afferrai per le caviglie il ragazzo che aveva molestato Xxxxxxx, lo alzai in aria e con una forza che non sospettavo di avere iniziai a sbatterlo al suolo. Gli ruppi la schiena al primo colpo, e col secondo gli fracassai il cranio. Ormai era una bambola morta fra le mie mani, un manichino senza fili. Feci un giro su me stesso e lo scagliai nei giardini. Sbattendo un piede a terra provocai una scossa di terremoto e fu panico. E fu in quel momento che decisi di afferrare un altro ragazzo per le caviglie per poi ucciderlo come il primo.

La cosa strana e' che quando ho sognato tutto questo ero quasi completamente sveglio. Mi trovavo nel letto ma ero anche con Xxxxxxx in Piazza Verdi e chi mi conosce sa che Xxxxxxx e' in un certo senso la madre dell'Incompreso.

 

04 Luglio 2004  h:17.00

Appuntamento...

 

03 Luglio 2004 h:23.14

L'ansia per l'inaugurazione domani della mostra mi sta provocando il solito dolore addominale. Una morsa alle frattaglie.

Ho la sensazione di dover ancora fare centinaia di cose ma non riesco a concentrarmi su nessuna di esse. Riesco soltanto a pensare alla nausea e alla paura di star male anche domani.

 

03 Luglio 2004 h:11.27

Un piccione morto, schiacciato sul selciato.

 

03 Luglio 2004 h:9.07

Stanotte ho sognato. Ero in un posto simile a un ospedale e stavo sezionando una mucca.

La mucca era viva e io avevo iniziato a sezionarla dal fondo, dalla parte posteriore. L'avevo scuoiata utilizzando un cutter arancione e sempre col cutter tagliavo fette di carne e muscoli interi. Con un bisturi, poi, ho tagliato un muscolo intero della zampa posteriore dx e staccato a mani nude.

Ho continuato quest'opera finche' della mucca, agonizzante, erano rimaste soltanto la testa e le zampe anteriori quindi sono uscito dalla sala opertoria. Con mia grande sorpresa l'animale mi segui' ma una volta fuori non era piu' una mucca ma era Macchia, una mia cagnolina morta qualche anno fa. Stava agonizzando e dove passava lasciava una scia di sangue sul pavimento bianco.

Crollai a quella vista , divorato dai sensi di colpa. Decisi quindi di ucciderla per dare fine alla sue sofferenze. Caricai una pistola e gliela puntai alla gola per essere sicuro che il proiettile arrivasse al cervello quindi premetti il grilletto. La pistola si ingolfo' e il proiettile parti' senza forza, rimanendo bloccato nella gola del povero animale.

Il dolore per Macchia fu atroce. Prese a dibattersi con la bocca spalancata, quasi volesse gridare di dolore ma il proiettile la soffocava impedendole di emettere alcun suono. Si dibatteva come se avesse le convulsioni e continuo' cosi' per molto tempo finche', per sua fortuna, mori'.

Io non potevo fare altro che osservarla, orrendamente mutilata e morta fra mille sofferenze, allibito dalla mia violenza.

 

02 Luglio 2004  h:05.47

Ma sara' cosi' anche nella realta'? Immagini in ritardo, parleremo senza muovere la bocca, pixel impazziti...

Un giorno ti parlero' delle mie bruciature. Non oggi, e' ancora troppo presto per farti scappare...

 

01 Luglio 2004  h19.57

Sono sconvolto dalla stanchezza. Ho portato a casa con me l'odore di sigarette sui miei abiti, il sudore sulla mia pelle e quelle ultime parole ascoltate con stanchezza nelle mie orecchie. Ascolto le notizie ma solo la sonda su Saturno attira la mia attenzione, non voglio piu' ascoltare i morti.

 

01 Luglio 2004  h:00.21

Riesco a farmi venire i giramenti di testa a furia di pensare.

Simili a collassi. La testa gira, la nausea sale e tutto sembra dover sparire da un momento allaltro. Sento anche i battiti del cuore piu veloci del normale. Sarei sul punto di mancare.

Mille discorsi che mi si accavallano nel cervello, mille volti che continuano ad affollare uno spazio cosi limitato. E poi pensare al mezzo cosi potente che ho fra le mani e sentirmi completamente inadeguato nel gestirlo. Aver voglia di dire tante cose e provare un effetto imbuto, dove il passaggio dal pensiero alla comunicazione deve necessariamente passare attraverso un canale molto piu stretto, provocando un forte attrito, una sofferenza. E un sentimento e come tale va accettato, nel suo inizio e nella sua fine ammesso che i sentimenti possano avere dei confini.

E ancora torna a farmi visita LIncompreso e mi sussurra allorecchio quelle che saranno le sue forme evolute: LIncompleto e LIncompiuto. Potrebbero sembrare evoluzioni paradossali ma cosi non sono; la consapevolezza del proprio essere incompleto e incompiuto si acquisisce con la crescita e con levoluzione.

Non si tratta di generosita o gelosia delle proprie idee, credo si possa parlare molto semplicemente di superficialita e solitudine. Stanchezza, confusione.

I pensieri sono come delle eruzioni vulcaniche. Si puo' restare a riposo per molto tempo ma quando il vulcano esplode e' incontenibile. Delle vere e proprie malattie il cui decorso e' molto lungo.

La testa gira e la nausea sale...