30 Ottobre 2005  h:23.31

"Sai, ho iniziato a leggerti" "E cosa ne pensi?" "Che vai preso a piccole dosi" "Si', credo di si'. Figurati che io mi devo prendere sempre e per quello che sono, senza vie di fuga" "Ho iniziato dall'inizio" "Quindi hai scelto l'ordine cronologico" "Si', sei molto ermetico e devo leggere piu' volte le tue parole e poi ho cose fragili con me"

 

28 Ottobre 2005  h:00.08

Bimbi da completare.

 

27 Ottobre 2005  h:23.16

"Non potevi scegliere musica piu' adatta" "Si', Diary Of Dreams, il diario dei sogni" "Riesci a capire che cosa stai cercando di dire a te stesso?" "No, non credo, sono sempre piu' confuso. Tutti questi sensi di colpa nei miei sogni" "E' successo ancora?" "Si', anche la notte scorsa. Non ricordo esattamente dove fossi, forse a una festa o forse al lavoro. Era un luogo molto spazioso, molte stanze estremamente ampie, e io dovevo organizzare questa festa. Mi portarono delle aragoste dicendomi che sarebbero state la portata principale del banchetto del giorno dopo. Erano vive ovviamente e lo sarebbero state anche nel momento in cui sarebbero state cucinate. Io non potevo accettare questa cosa, mi opposi con tutte le mie forze. Ricordo che iniziai ad accudire le aragoste come fossero animali domestici. Le accarezzavo e loro venivano a cercare le carezze sul divano, come fossero dei cagnolini. Decisi di fare il bagnetto a una delle due ma... finisce sempre cosi'..." "Cosa successe?" "Preparai l'acqua del bagno a una temperatura molto alta, immersi l'aragosta nell'acqua e poi me ne dimenticai. Quando alcune ore me ne ricordai, era gia' morta. Era cotta. Immaginai a quanto possa aver sofferto per quella morte, morte di cui io ero responsabile. Mi sembrava di sentire le sue urla" "Ti auguro di capire che cosa stai cercando di dirti"

 

27 Ottobre 2005  h:00.19

"Come ti ho detto piu' volte, io ho un carattere difficile, E' normale per me essere cosi'" "Dovresti prendere qualcosa che ti faccia stare bene" "Forse si' ma non e' detto che questo sia un male, fa solo parte di me,  ed e' un lato del carattere a cui non voglio rinunciare" "Si', certo, basta stare bene con se stessi" "Per me e' diverso ancora, basta essere soddisfatti di quello che si e'.  Io a volte non sto bene con me stesso ma e' funzionale al mio equilibrio, alla mia conoscenza.  A volte i conflitti, anche e soprattutto con se stessi, sono funzionali alla conoscenza, alla buona riuscita di un rapporto" "Sono soddisfatto di quello che sono riuscito a fare con le mie forze. Sono contento di saper amare cosi' tanto" "Io non ho ancora capito granche' di me. In cosa mi piaccio, in cosa non mi piaccio. Non so se mi amo o se mi odio,  ma credo di amarmi molto. Di sicuro sono molto soddisfatto di quello che sono, di quello che so essere e di quello che so fare. Di cio' che so pensare" "Il male e' essenzialmente l'ignoranza. E anche la presunzione di poter fare a meno della cultura. L'antintellettualismo, pur non essendo solo dei poveri, e' il marchio distintivo di tanti poveri" "Introspezione e' l'arte di capire le persone nel modo che hanno di esprimersi" "E' paradossale. Si porta a casa molti libri che usa solo per decorare la casa secondo il colore delle copertine"

 

24 Ottobre 2005  h:01.39

20 YEARS

There are twenty years to go
Twenty ways to know
Who'll wear
Who'll wear the hat
There are twenty years to go
The best of all I hope
Enjoy the ride
The medicine show
Thems the breaks
For we designer fakes
We need to concentrate on more than meets the eye
There are twenty years to go
The faithful and the low
The best of starts, the broken heart, the stone
There are twenty years to go
The punch drunk and the blow
The worst of starts, the mercy part, the phone
And thems the breaks
For we designer fakes
We need to concentrate on more than meets the eye
Thems the breaks
For we designer fakes
But it's you I take 'cause you're the truth not I
There are twenty years to go
A golden age I know
But all will pass will end too fast, you know
There are twenty years to go
And many friends I hope
Though some may hold the rose
Some hold the rope
That's the end and that's the start of it
That's the whole and that's the part of it
That's the high and that's the heart of it
That's the long and that's the short of it
That's the best and that's the test in it
That's the doubt the doubt, the trust in it
That's the sight and that's the sound of it
That's the gift and that's the trick in it
You're the truth, not I
You're the truth, not I
You're the truth, not I
You're the truth, not I
You're the truth, not I
You're the truth, not I
You're the truth, not I
You're the truth, not I
- Placebo -
 

24 Ottobre 2005  h:01.27

"Aiutami se puoi, aiutami a farlo ancora. La pelle reclama quello che le spetta. Un'altra ferita, un'altra cicatrice. QUello e' il dono e quello e' l'inganno in esso" "Tu sei la verita', non io. Quante volte dovrai ancora bruciarti la pelle per sentirti vivo? Quante volte dovrai ancora farti male per credere di non essere solo?" "Vorrei poter conoscere altri modi, imparare nuove lingue e nuove parole per farmi ascoltare da altri ma le sole parole che sapranno leggere di me saranno quelle impresse a fuoco sulla mia pelle" "Sono davvero tanto, tanto triste per te"

 

21 Ottobre 2005  h:10.13

"Ti ho visto molto  inquieto stanotte" "Si', ho assistito alla condanna a morte di una cavia. Tenevo in mano questo criceto a cui avevano infilato un ago nel naso e con una morsa gli tenevano ferma la testa. Non so perche' fossi li' e perche' tenevo questo topo in mano, so solo che quando ho intuito cosa volevano fare avrei voluto salvarlo... ma non ne ho avuto il tempo. Hanno iniziato a iniettargli acqua nei polmoni. Il povero animale ha iniziato a dibattersi fra le mie mani per acluni, interminabili secondi e poi e' morto, perdendo tutti i suoi escrementi sui miei palmi. Ricordo una fortissima sensazione di angoscia e dolore per aver assistito a quella scena. Mi sono svegliato sperando di dimenticarlo ma, a quanto pare, non ci sono riuscito" "E gli altri sogni come sono stati?" "Non molto piu' sereni, in particolare uno. C'era un uomo che aveva un pezzo di trave metallica tipo IPE conficcata nella spalla sinistra. Nessuno poteva saperlo ma quella trave era ormai diventata parte del suo corpo. Qualcuno, forse io, con l'intenzione di aiutarlo, ha estratto la trave e dalla sua spalla sono iniziati a schizzare pezzi di carne tritata"

 

17 Ottobre 2005  h:11.11

"Defecazione. Stanotte ho defecato i miei intestini nel cesso putrido di un cinema. Brandelli di carne bianca mista a feci liquide. Come se fossi una lumaca"

 

15 Ottobre 2005  h:14.57

"Hai deciso quindi?" "Si', e' una cosa che devo fare" "Sfoglierai le pagine di quel libro?" "Si', Il Libro Dei Morti. Credo sia giusto iniziare a pensarci fin da ora"

 

15 Ottobre 2005  h:11.20

"Sai creare suggestioni, e' un dono che pochi hanno. Comincio a capire il mondo inquietante e a tratti luminoso che hai in testa" "In realta' a volte puo' sembrare inquietante ma per me e' luminosissimo. Un mondo illuminato da una luce strana forse ma comunque bellissimo. Ovviamente il tutto non e' cosi' lineare e semplice ma e' cosi' che lo vivo" "Si',l'ho capito. Sono convinto che chi non prova il senso della morte non sa apprezzare quello della rinascita. Ecco, tu mi fai pensare a questo" "Sono entrambi temi che ho da sempre sentito molto" "Sai che i tuoi insetti mi fanno venire i brividi?" "Sono creature molto affascinanti e capaci di fare cose per noi impossibili" "Fanno venire i brividi lo stesso" "Anche a me facevano lo stesso effetto ma poi ho imparato a guardarli da molto vicino e ho cambiato idea, ora li amo"

 

10 Ottobre 2005  h:22.27

"Non so nemmeno io da che parte iniziare, se dal sogno o dalla fine serata terribile. Credo pero' che iniziero' dal piccione" "Dal piccione? Che piccione?" "Un piccione che ho visto questa mattina sull'asfalto. Sembrava morto, abbandonato a se stesso, ma il suo corpo era intatto. Mi sono avvicinato e stavo per prendere la macchina fotografica quando ho visto che sbatteva gli occhi... era ancora vivo, moribondo ma ancora vivo. Ho titubato, non volevo farmi vedere dai passanti fotografare il piccione morto o morente. Ero molto in imbarazzo, soffrivo per la sofferenza dell'animale e provavo un senso di rimorso per non far nulla per aiutarlo. Il mio unico pensiero era fotografarlo. Mi sono cosi' allontanato aspettando di essere solo per poterlo fotografare e in quel momento mi sono sentito menefreghista come tutti quelli che disprezzo" "Lo hai fotografato?" "No ma solo perche' nel frattempo il poveretto e' riuscito a trascinarsi via. Chissa' dove sara' andato a morire" "E il sogno di cui mi accennavi prima?" "Ah gia', il sogno... Abbastanza terrificante. Ho sognato di essere un soldato in guerra. Mi sono rimaste solo poche immagini molto confuse, immagini di morte e violenza. Ricordo solo l'ultima scena prima di svegliarmi in cui afferravo un nemico per il mento, gli alzavo il capo per poi sgozzarlo. Generalmente i sogni cosi' violenti sono presagio di giornate funeste e, a vedere la conclusione della mia serata, potrebbe essere vero" "Me ne vuoi parlare?" "No, non ora"

 

03 Ottobre 2005  h:15.03

In caso di necessita' rompere il vetro per uccidere.

 

03 Ottobre 2005  h:08.55

"Molte persone si accontentano di fare tutto cio' che resta sulle mani"

"La cosa che mi ha sorpreso di piu' e' stata la luce: grigia plumbea nonostante fosse primo pomeriggio; era come se colasse piuttosto che irradiarsi. Me la sentivo fluida e umida colarmi addosso, pesante come il piombo. Aveva un grande fascino ma era anche estremamente ansiogena. Le macchine intasavano la strada e non ne capivo il motivo visto che generalmente nei giorni di festa quella strada e' deserta. Alcune salivano pure sul marciapiede su cui stavo camminando per provare a uscire dall'ingorgo. Tutto pero' si svolgeva nel piu' assoluto silenzio; nessun clacson, nessun rumore di motore. Sentivo solo i miei passi" "E quando hai visto il gatto a cosa hai pensato?" "Alla macchina fotografica. Era disteso al centro della carreggiata a salire che, stranamente, in quel momento era deserta, ed ero sicuro fosse morto. In realta' quando mi sono avvicinato lui si e' alzato, a fatica ma si e' alzato. Il movimento e' stato completamente innaturale, sembrava piu' un ginnasta quando fa gli esercizi al cavallo, perche' le zampe posteriori si comportavano proprio come gambe di un ginnasta che esegue quel tipo di esercizi: rigide, fisse, quasi senza vita. Forse le aveva spezzate o piu' probabilmente paralizzate" "QUindi cosa hai fatto?" "Cio' che e' stato dopo non voglio ricordarlo. Solo visi bagnati e richieste di aiuto, non voglio ricordare"

 

02 Ottobre 2005  h:21.20

Depeche Mode - Precious